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"Denunciare, disgregare, screditare". L'Fbi contro
commento a: Black panther
postato da: joker

Avvenimenti, 31 gennaio 1996
"Denunciare, disgregare, screditare". L'Fbi contro le Pantere nere di Paolo Bertella Farnetti

La persecuzione del Black Panther Party si iscrive nel complesso di azioni repressive coordinate da parte dello Stato nei confronti di tutto il movimento di protesta degli Stati Uniti, bianco e nero, pacifista e violento, radicale e rivoluzionario. Piani di emergenza e di coordinamento furono approntati, vennero compilate liste e foto di agitatori, autorizzate le intercettazioni telefoniche e le ispezioni postali. Fu istituito un ampio reclutamento di informatori e infiltrati. La punta di diamante del controllo e del sabotaggio del movimento fu rappresentata dal Federal Bureau of Investigation, che coordinò tutta l'azione repressiva. I metodi clandestini e illegali che vennero adoperati per schiacciare l'opposizione politica trovarono la loro massima espressione nel programma segreto di controspionaggio, Cointelpro, personalmente organizzato e diretto dal direttore dell'Fbi J. Edgar Hoover. Cointelpro venne casualmente alla luce nel 1971, quando il movimento era ormai in crisi. Una commissione d'inchiesta del Senato, nel 1976, lo giudicò in questo modo: "Molte delle tecniche usate sarebbero intollerabili in una società libera anche se tutti gli obiettivi fossero stati coinvolti in attività violente ma Cointelpro è andato molto al di là di questo. La premessa fondamentale non dichiarata nei programmi era che un'agenzia delegata a far rispettare la legge ha il compito di fare qualsiasi azione sia necessaria per combattere minacce percepite come pericolose per l'ordine sociale e politico esistenti". L'inchiesta ritenne che "il settore investigativo principale del governo federale (Fbi), incaricato per legge di investigare sui crimini e di impedire i comportamenti criminali, si era impegnato in tattiche illegali e aveva risposto a problemi sociali profondamente radicati fomentando la violenza e la conflittualità". Cointelpro venne usato in modo devastante contro il Bpp, che nella sua spavalda e giovanile incoscienza sottovalutò la potenza, i metodi e gli effetti della repressione complessiva dello Stato. Ma per chiunque sarebbe stato difficile prevedere il livello cui si giunse per estirpare il Bpp, con una mancanza di rispetto per la vita umana, i diritti personali e le stesse leggi degli Stati Uniti, non giustificabili neppure per affrontare dei sanguinari terroristi. Alla fine la repressione riuscì a "neutralizzare" il Partito della pantera nera, influenzando pesantemente la sua evoluzione, diminuendo i suoi margini di scelta, distruggendo la solidarietà e la fiducia fra i suoi membri. Con il suo numero di operazioni clandestine, il programma Cointelpro contro i gruppi nazionalisti neri fu inferiore in grandezza solo a quello che aveva avuto come obiettivo il Partito comunista. Il programma venne lanciato, a differenza di altri casi, contro un intero movimento: l'obiettivo era contrassegnato come "nazionalisti neri-gruppi d'odio", ma comprendeva anche gruppi non violenti, che venivano denominati "d'odio" perché si opponevano al razzismo istituzionalizzato. In ogni caso l'Fbi, davanti a un comitato d'inchiesta, ammise candidamente che il programma era diretto contro "un gran numero di organizzazioni che oggi potremmo non definire nazionaliste nere ma di fatto erano, essenzialmente nere". Una qualità nuova del programma era l'azione aggressiva contro individui, soprattutto leader del movimento; per la prima volta gli obiettivi individuali venivano indicati per nome. Il programma Cointelpro contro il movimento di liberazione nero venne iniziato nell'agosto del 1967: la data indica chiaramente come la diffusione e l'intensità dei riots di quell'estate fossero percepite dalle istituzioni come un pericoloso salto di qualità. Hoover descriveva il nuovo programma in questi termini: "Il proposito di questa nuova azione di controspionaggio è denunciare, disgregare, sviare, screditare o comunque neutralizzare le attività delle organizzazioni e dei gruppi nazionalisti neri, caratterizzati dall'odio, i loro dirigenti, portavoce, membri e sostenitori, e di contrastare la loro propensione alla violenza e al disordine civile... Il dannoso retroterra di tali gruppi, la loro doppiezza e le loro manovre devianti devono essere denunciate alla pubblica opinione, quando una pubblicità di questo tipo possa avere un effetto neutralizzante. Gli sforzi dei vari gruppi di consolidare le loro forze o di reclutare nuovi o giovani aderenti devono essere frustrati. Nessuna occasione dev'essere perduta per sfruttare attraverso le tecniche di controspionaggio i conflitti organizzativi e personali dei dirigenti dei gruppi, e dove possibile deve essere fatto uno sforzo per sfruttare i conflitti esistenti fra le organizzazioni nazionaliste nere in competizione fra loro... Molti individui attualmente attivi nelle organizzazioni nazionaliste nere hanno precedenti di immoralità, attività sovversiva e fedine penali sporche. Attraverso la vostra investigazione sugli agitatori-chiave dovreste pervenire per rendere noto il loro sgradevole retroterra". Nel marzo del 1968, gli uffici nazionali dell'Fbi interessati al programma passarono da 22 a 41. Il direttore forni loro gli obiettivi a lungo termine del Cointelpro razziale:
"1. Impedire la Coalizione di gruppi militanti nazionalisti neri. Nell'unità c'è la forza, una verità lapalissiana che non è meno valida per tutta la sua evidenza. Una coalizione efficace dei gruppi nazionalisti neri potrebbe essere il primo passo verso autentici "mau mau" in America, l'inizio di una vera e propria rivoluzione nera.
2. Impedire il sorgere di un messia che potrebbe unificare ed elettrizzare il movimento dei militanti nazionalisti neri. Malcolm X avrebbe potuto essere un "messia" di questo tipo, oggi è un martire del movimento. Martin Luther King, Stokeley Carmichael e Elijah Muhammed aspirano tutti a questa posizione. Elijah Muhammed è meno di una minaccia a causa della sua età King potrebbe lottare davvero con successo per questa posizione nel caso dovesse abbandonare la sua presunta "obbedienza" a "dottrine bianche e liberal" (non violenza e abbracciare il nazionalismo nero. Carmichael ha il carisma necessario per diventare un'autentica minaccia in questa direzione.
3. Impedire la violenza da parte dei gruppi nazionalisti neri. Questo è di primaria importanza, ed è naturalmente un obiettivo della nostra attività investigativa; deve anche essere un obiettivo del nostro programma di contro-spionaggio. Attraverso il controspionaggio si dovrebbe essere in grado di individuare i potenziali agitatori e di neutralizzarli prima che possano esercitare il loro potenziale di violenza.
4. Impedire che i gruppi nazionalisti neri militanti e i loro capi guadagnino rispettabilità, screditandoli davanti a tre segmenti diversi della comunità. L'obiettivo di screditare i nazionalisti neri deve essere portato avanti tatticamente in tre modi. Dovete screditare questi gruppi e individui, primo, agli occhi della comunità di negri responsabili. In secondo luogo, devono essere screditati davanti alla comunità bianca, sia davanti alla comunità responsabile, sia davanti ai "liberals" che hanno tracce di comprensione nei confronti dei nazionalisti neri militanti solo perché sono negri. In terzo luogo, questi gruppi devono essere screditati agli occhi dei negri radical, i seguaci del movimento. Quest'ultima area richiede tattiche completamente differenti dalle prime due. Denunciare le tendenze violente e le dichiarazioni radicali serve soltanto ad aumentare il prestigio dei nazionalisti neri di fronte a quest'ultimo gruppo; aggiunge "rispettabilità" in una maniera differente.
5. L'obiettivo finale dovrebbe essere impedire la crescita nel lungo periodo delle organizzazioni nazionaliste nere militanti, specialmente fra i giovani. Devono essere sviluppate tattiche specifiche per impedire a questi gruppi di convertire i giovani". Il memorandum si concludeva celebrando le virtù di una informazione diffusa unita all'immaginazione e all'iniziativa degli agenti per fare, come nel caso del programma contro i comunisti, "un lavoro superbo". Come rivelò davanti al comitato d'inchiesta del senato William Sullivan, coordinatore della campagna contro King, "abbiamo usato tecniche analoghe contro agenti sovietici. Gli stessi metodi furono usati in patria contro qualsiasi organizzazione individuata come obiettivo. Non facevamo differenza". Sul Black Panther Party si concentrò l'attività più intensa e determinata del programma Cointelpro. Delle 295 azioni autorizzate contro il movimento nero, ben 233 vennero indirizzate contro le Pantere Nere.
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