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Gay Pride Grosseto 2004
Cinque mesi di lavoro, da parte degli attivisti glbt del capoluogo maremmano, hanno portato a una festa e a un gran momento di comunicazione gay, lesbica e transessuale

autore Zombi_j
email zombi_j@ecn.org
citta' grosseto
data 28/06/2004

nome del file ngv_gr_it_20040619_gaypride_a_grosseto.avi
durata 00:05:49 (hh:mm:ss)
cd 48
grandezza 53.83 Mb
lingua it
mime type avi divx (video/avi)

Cinque mesi di lavoro, da parte degli attivisti glbt del capoluogo maremmano, hanno portato a un calendario fitto e soprattuto ricco di iniziative utili a stimolare una visibilità gay, lesbica e transessuale.
Ed è la prima volta che questo si realizza in una città di provincia, con una popolazione residente inferiore alle centomila unità e lontana, per storia, tradizione e cultura, dal circuito dell’informazione di massa e dal dibattito politico di livello nazionale.

C'ERA UN PRIDE A GROSSETO? da gayit
Non un telegiornale, non un quotidiano nazionale che riferisca della bella manifestazione toscana. Solo qualche accenno all'annullo speciale emesso dalle Poste. Come mai?
GROSSETO - Dopo il fenomenale successo del World Pride romano del 2000 i Gay Pride stanno ormai diventando una consuetudine anche nel nostro paese. I media non riescono più a considerare degno di interesse la manifestazione, a meno che non porti eventi particolarmente degni di nota. Quest'anno a farla da padrona nella comunicazione del Pride è stato l'annullo speciale emesso appositamente per celebrare l'evento dalle Poste di Grosseto: nel luogo di partenza della manifestazione era presente anche uno stand delle Poste Italiane che riforniva tutti i partecipanti di cartoline con lo speciale annullo postale creato appositamente per l'occasione e che riporta l'immagine del pinocchietto saltellante simbolo del Toscana Pride. In termini di attenzione da parte dei media si è certamente pagato lo scotto di aver deciso di fare una manifestazione come questa, per la prima volta, in una città con meno di 80mila abitanti. I TG nazionali erano tutti concentrati su altro, a cominciare dalle reazioni di "rammarico" da parte del Vaticano del mancato riferimento alle radici cristiane dell'Europa nel preambolo della Costituzione EU, approvato il giorno precedente. Argomento sul quale invece i presenti hanno tirato un sospiro di sollievo ed in conclusione dal palco c'è giustamente chi ha fatto notare che un tale riferimento avrebbe potuto facilmente essere usato ancora una volta come mezzo e pretesto per negarci quei diritti che ancora non ci vengono riconosciuti, a cominciare dal fatto del poterci creare anche noi una nostra famiglia. Copertura dell'evento comunque da parte del TG regionale RAI della Toscana, che ha parlato di "oltre 20mila persone in corteo per il corteo nazionale dei gay oggi a Grosseto." Il servizio, informativo e bilanciato quanto basta, era dell'inviato Giancarlo Capecchi, che forse ha fatto solo un po' di confusione tra vessilli arcobaleno se dice di aver visto "migliaia di bandiere della pace". Forse erano quelle gay?... Tutto sommato è stato indubbiamente un successo, come hanno riconosciuto quei quotidiani, come Il Tirreno o L'Unita', che domenica mattina hanno dedicato un po' di spazio all'evento. Se per grandi centri come Roma o Milano questo tipo di manifestazione sta ormai cominciando a rientrare nella normalità è nei centri medio-piccoli che l'effetto sulla gente è forse più forte. Realtà nella quali i commenti su questo o su quella si fanno ancora troppo a bassa voce, senza magari conoscere bene le realtà di un certo tipo di esistenza.


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