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M.A.O. all'assessorato alla casa: amorosi latitante
il M.ovimento A.utorganizzato O.ccupanti si e' presentato all'Assessorato alla casa di Bologna chiedendo che una sua delegazione fosse ricevuta dall'Assessore Amorosi in merito agli sgomberi intimati per alcune delle case occupate nel quartiere San Donato

autore BAZ
email baz@ecn.org
citta' bologna
data 16/10/2005

nome del file ngv_bo_it_20050122_m_a_o_all_assessorato_alla_casa_amorosi_latitante.mpg
durata 00:01:01 (hh:mm:ss)
cd 77
grandezza 19.63 Mb
lingua it
mime type mpeg (video/mpeg)

Oggi Venerdi' 21 gennaio 2005 il M.ovimento A.utorganizzato O.ccupanti si e' presentato all'Assessorato alla casa di Bologna chiedendo che una sua delegazione fosse ricevuta dall'Assessore Amorosi in merito agli sgomberi intimati per alcune delle case occupate nel quartiere San Donato. Pur avendo ricevuto garanzie in tal senso, la delegazione ha poi dovuto constatare il rifiuto da parte dell'assessore di presenziare all'incontro prestabilito, vista la presenza dei giornalisti (scusa ufficiale), data la sua volonta' di negare legittimita' ai percorsi di occupazione messi in atto da precari, migranti e studenti (motivo verosimile). In sua vece si e' presentato un funzionario dell'assessorato che ha subito esplicitato la sua impossibilita', in virtu' del suo ruolo, di dare risposte alle rivendicazioni e denunce espresse dagli occupanti: e' stato rivendicato il diritto degli occupanti a restare nelle case occupate, a meno che non fossero loro garantite soluzioni abitative alternative; e' stata dichiarata la disponibilita' ad entrare in case attualmente non passibili di assegnazione, vista la mancanza di fondi per le ristrutturazioni, mettendo in atto processi di autorecupero; e' stato richiesto che fossero resi pubblici i dati riguardanti le proprieta'del Comune, comprese quelle lasciate sfitte. Il funzionario Russo replica dichiarando estemporaneamente i presunti successi raggiunti dall'assessorato nell'assegnare una certa quantita' di alloggi, senza pero' assumere alcuna posizione riguardo la questione dei fondi impegnati nella muratura e nella distruzione di circa trenta alloggi E.R.P. in San Donato, alcuni dei quali gia' ristrutturati. Alla nostra richiesta di ottenere un incontro pubblico con l'assessore Amorosi, in presenza della stampa, ci viene risposto che gli unici incontri possibili si sarebbero tenuti in forma privata: di nuovo Amorosi rifugge la gestione politica della questione case occupate. La protesta continua in strada e gli occupanti, determinati ad ottenere un incontro con l'assessore, si spostano presso la sede del gruppo consiliare dei Verdi, partito rappresentativo delle posizioni di Amorosi. Dopo mezz'ora di presenza all'interno dell'ufficio, si presentano i consiglieri comunali dei Verdi Panzacchi e Celli che ricevono gli occupanti, rendendo subito esplicito che Amorosi non si sarebbe fatto vivo. Di nuovo vengono loro esposte le rivendicazioni portate avanti dal M.ovimento A.utorganizzato O.ccupanti. Le posizioni espresse da M.A.O. vengono sostanzialmente accolte dai due consiglieri che delineano in questo modo una frattura rispetto al comportamento adottato in mattinata dall'assessore Amorosi. Su richiesta del M.ovimento A.utorganizzato O.ccupanti viene nuovamente contattato l'assessore che sospinto dalla mobilitazione si dichiara, questa volta, disponibile ad un incontro pubblico fissato per il 04-02-2005. Fatto presente a Panzacchi e Celli che la data intimataci per lasciare quattro delle case occupate (03-02-2005) e' antecedente all'incontro fissato, con loro si e' poi convenuto che fino a quella data non si sarebbe proceduto a sgomberare le case da parte della "forza pubblica". Al termine dell'iniziativa uno degli occupanti di M.A.O. dichiara: "La gravita' dell'evento di oggi fara' preoccupare sicuramente tutti i precari e le precarie che gia' si sono trovati lunedi' scorso davanti ad un ordine del giorno proposto dai Ds, forcaiolo e criminalizzatore delle lotte sociali che a livello nazionale si sono espresse nella giornata del 6 novembre romano. A quanto pare l'assessore verde Antonio Amorosi vuole seguire quella strada, rifiutando di riconoscere l'emergenza di una nuova soggettivita' sociale costretta alla miseria e al barbaro sfruttamento determinato da Legge Biagi, Legge 30, Bossi-Fini. Per questo diciamo all'assessore e a quanti vogliono continuare a fare delle nostre vite un incubo che i precari e i migranti della citta' non sono piu' disposti a subire passivamente le loro politiche, continuando a praticare percorsi di legittima riappropriazione e di lotta per un reddito sociale garantito".


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