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Mario Lupo Atto I - La memoria non si cancella
L'attacco senza precedenti alle condizioni di vita dei lavoratori e proletari della cittࠤi Parma 蠵no dei risultati della crisi strutturale di questo sistema di produzione. La continua privatizzazione dei servizi essenziali, ....

autore Mario Lupo
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citta' Parma
data 26/06/2006

nome del file ngv_pm_it_20060201_mario_lupo_atto_1_la_memoria_non_si_cancella.avi
durata 00:47:04 (hh:mm:ss)
cd 88
grandezza 308.31 Mb
lingua it
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Mario, operaio immigrato comunista, ucciso dall'odio e dalla violenza dei fascisti.
La giustizia proletaria ti vendichera'.
25 agosto 1972
(testo inciso sulla lapide posta dai suoi compagni sul luogo dell'omicidio, distrutta dai fascisti nel gennaio 2005 e non ancora ripristinata dalle amministrazioni)

25 agosto 1972, Mariano Lupo, diciannovenne militante antifascista di Lotta Continua, veniva vigliaccamente pugnalato nei pressi del cinema Roma da una squadra di fascisti che preordinatamente si erano appostati ad aspettarlo.

Colpito al cuore, resto' morto sull'asfalto di quella calda sera d'estate.

Come lui, in quegli anni - gli anni delle stragi di stato e della strategia della tensione volta a reprimere il movimento dei lavoratori e i fermenti antiautoritari che reclamavano una societa' piu' giusta ed egualitaria - trovarono la morte centinaia di uomini e donne. Vittime di uno Stato che non esitava ad usare servizi segreti ed organizzazioni neofasciste per creare paura ed instabilita' tra la popolazione al fine di imporre svolte di stampo autoritario. Quegli anni hanno insegnato che lottare per una societa' piu' giusta non e' sbagliato, anzi e' necessario soprattutto in un momento storico come questo, dove omologazione e assenza di capacita' critica non aprono prospettive per l'emancipazione sociale e politica delle classi lavoratrici.

Quell'agosto 1972 quarantamila persone della Parma popolare ed antifascista accompagnarono la salma del giovane Lupo lungo le vie cittadine e dell'Oltretorrente per l'ultimo saluto all'ennesimo martire antifascista. Un tripudio di fiori e bandiere rosse salutavano quell'operaio, immigrato, troppo giovane per essere ammazzato. Nel luogo dell'omicidio i compagni e le compagne di Mariano depositarono una lapide, di recente distrutta dai fascisti a testimonianza che certi pericoli non sono mai superati ed a conferma che e' in atto una riorganizzazione del neofascismo che torna a riproporre odio e discriminazione. Accoltellamenti, pestaggi ad immigrati e militanti antifascisti, incendi di centri sociali sono ormai diventati numerosi, spesso con la copertura di personaggi politici in doppiopetto e "rispettabili".

Quella lapide ora non c'e' piu' ma tante sono state le promesse di ripristinarla da parte di istituzioni cittadine impegnate in faraoniche imprese. A Mariano Lupo venne anche dedicato uno Spazio Sociale (l'ex-macello) che per trent'anni ha costituito il luogo di aggregazione libera e centro propulsore di lotte sociali e che ora e' minacciato di sgombero.

Nel trentatreesimo anniversario della morte di Mariano Lupo vogliamo come sempre ricordarlo e ricordarlo per noi significa tenere viva la memoria affinche' quegli anni bui della nostra storia siano ad essa consegnati. Affinche' sia per tutti monito che il fascismo, in qualsiasi forma esso si presenti, va sconfitto sul piano culturale e politico.


ANTIFASCISTI E ANTIFASCISTE DI PARMA


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