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Streetola il controllo
La prima Street Parade perugina ha segnato un modo diverso di comunicare e vivere la socialità ...

autore Mediattori
email mediattori@libero.it
citta' perugia
data 13/07/2003

nome del file ngv_pg_ita_20030603_streetola_il_controllo.avi
durata 00:06:50 (hh:mm:ss)
cd 29
grandezza 39.72 Mb
lingua it
mime type avi divx (video/avi)

La prima Street Parade perugina ha segnato un modo diverso di comunicare e vivere la socialità ...

28/06/03 STREETOLA IL CONTROLLO Street Parade Perugia un resoconto.

La prima Steet Parade perugina ha segnato un modo diverso di comunicare e vivere la socialità, lungo strade destinate, ormai, solo ed esclusivamente al consumo passivo di prodotti preconfezionati, affermando la necessità di determinare spazi agibili da incontri, feste, scambi di opinioni sensazioni emozioni, al di là e a prescindere da luoghi preposti e destinati ‘istituzionalmente’ a ingabbiare le menti e i corpi in forme di normalità acritica.
La Street si è spiegata, per le vie di Perugia, forte di argomenti che affermano la libertà non più e non solo come diritto-dovere di cittadini, ma come libera espressione e libera vita delle persone. Vita come riappropriazione di ambiti individuali e sociali, finalmente sottratti a una dispotica normazione, espansa fino a escludere ogni minima possibilità di libero arbitrio. Tutto, in questa società, viene regolamentato, togliendo senso concreto al termine e al concetto stessi di libertà. Tutto deve essere soggetto alla norma, quindi necessariamente al controllo: in tal modo, la persona - e la sua nuda vita - fondamento e cardine dei ‘diritti universali dell’uomo’, scompare per lasciar posto, solo e unicamente, a un’entità giuridica non più capace di ex-sistere.
La storia della Street perugina, e’ costellata di difficolta’: non ultimo il cielo, con un temporale cosi’ tremendo da impaurire perfino i cuori impavidi.
Dopo un’ora e piu’, la parata musicale riesce a partire.
Si avvia un giocoso corteo di musica danze comunicazione azione sociale, che attraversa tutta la città irrorando alcune delle sue arterie principali di vita e gioia, finalmente! Dai Giardini del Frontone artatamente chiusi a Pian di Massiano, passando per p.za Italia, dove un fuoco sacrilego invoglia alla danza, con una sosta (forzatamente lunga) nei pressi del carcere di p.za Partigiani, per ribadire la forte opposizione al carcere, a qualsiasi ‘istituto totale’ e alla repressione tout court, per poi discendere come una fiumana gorgogliante di corpi e intelligenze fino a raggiungere il ‘Percorso Verde’.
Dicevo delle difficoltà che la Streetola il controllo Parade ha dovuto affrontare al di là delle vacue promesse di chi amministra il bene pubblico in questa città mi sembra opportuno parlarne, anche alla luce della cagnara sollevata dagli organi di stampa nei giorni successivi all’evento. Cerco di fare un po’ di chiarezza e informazione veritiera.
Dopo un mese di trattative, gli organizzatori della Street hanno dovuto aspettare il 25 giugno (tre giorni prima!) per avere, riguardo al percorso e all’arrivo, le necessarie autorizzazioni incomprensibilmente parziali.
Le richieste del coordinamento organizzatore di STREETOLA IL CONTROLLO riguardavano essenzialmente la possibilità di tenere la Street in un modo che producesse il minimo impatto sulla città e le sue stantie abitudini, e, soprattutto, chiedevano precise garanzie per far sì che chi avesse partecipato alla festa avrebbe trovato un’accoglienza degna del vanto di cui si fregia questo Comune.
L’Ufficio Territoriale del Governo (U.T.G.) garantiva l’agibilità e il controllo di un percorso concordato fra Comune, forze di Polizia e ‘coordinamento organizzatore’: è da denunciare la carenza del lavoro svolto dalla Polizia Municipale, considerando che, in molti punti del percorso, automobili non bloccate né deviate su vie alternative, sono entrate dentro il corteo, trovando spesso gli streetolanti a fungere da vigili e a supplire all’assenza di chi a questo compito è preposto; inoltre, armati di dialogicità e comprensione, gli streetolanti sono riusciti a calmare diversi automobilisti inferociti che, ignari, hanno dovuto loro malgrado seguire il corteo in automobile, quando invece avrebbero preferito, se avvisati, evitarlo - oppure seguirlo a piedi, magari danzando.
Ma andiamo oltre.
Una delle accuse rivolte alla Street, a mezzo stampa, e’ quella di non aver rispettato gli accordi presi con l’U.T.G., dilatando all’estremo la durata della stessa.
Vero è che la festosa parata, giunta a p.za Partigiani, dove avrebbe dovuto sostare una ventina di minuti, non riusciva a girare in piazza D’Armi (come si chiamava un tempo) a causa della mancata presenza della chiave di apertura della sbarra che consente normalmente l’ingresso e l’uscita degli autobus extraurbani, e in questo caso, eccezionalmente, il passaggio di STREETOLA IL CONTROLLO. Solo dopo un’ora e un quarto, pare che la chiave che forse era andata a consumare in qualche pub nel normale sabato perugino sia giunta, consentendo al corteo di ripartire.
Considerando che, sia gli organizzatori che l’U.T.G., ritenevano molto elastiche le indicazioni di orario, faccio due conti: concentramento alle 17.00, il corteo doveva partire alle 18.00/30, giungere a p.Partigiani alle 21.00 ca., quindi a Pian di Massiano intorno alle 23.00/30.
Invece: un’ora e mezzo di temporale e 50 minuti ca. di sosta forzata davanti al carcere di p.za Partigiani ... ed ecco che gli organizzatori di STREETOLA IL CONTROLLO non hanno rispettato gli accordi. Giudicate voi.
Si arriva al Massiano intorno alle 2.30 c’è da dire che al sottopassaggio della coop di via Cortonese c’è stata una festa danzante che dovrebbe rendere orgogliosa la città di Perugia nei tempi a venire.
Indecisione, sia della Polizia di Stato che degli organizzatori. Lo spazio assegnato per la festa finale che si protrarrà fino al pomeriggio di domenica 29 (orari approvati dall’U.T.G.), è piazzale UmbriJazz, cemento e sole per chi stremato, dopo una mezza giornata di festa e danze, invece di partire stanco e assonnato preferirebbe fermarsi, riposare, prendere un caffè o un the o qualcosa da mangiare offerti gratuitamente dal Drop In all’uopo allestito da MDMA-Perugia in collaborazione con il Livello57 di Bologna.
I bagni chimici invece si trovano a duecento metri di distanza, di fronte all’ingresso esterno di viale del Percorso Verde.
Alla fine si concorda di far confluire la Street Parade là dove ci sono i bagni, in modo da prevenire un impatto spropositato su una delle poche aree verdi accessibili e dotate di servizi di questa città. Pare che il Comune di Perugia, stando sempre agli accordi presi in sede istituzionale (Ufficio Territoriale del Governo), avrebbe assicurato una cisterna di acqua potabile per garantire un minimo di ristoro ai partecipanti alla Street: della cisterna di acqua potabile nessuna traccia! Il Comune di Perugia, anche qui, è venuto meno agli accordi presi nonché ai suoi doveri istituzionali, per poi essere pronto a puntare l’indice nei confronti degli organizzatori della parata per il mancato rispetto degli orari. Se devo paragonare il mancato rispetto degli accordi da una parte e dall’altra, il governo della città di Perugia si trova in una posizione di grave difetto: mancanza della cisterna di acqua potabile; latitanza della Polizia Municipale; praticamente un fantasma il tecnico preposto all’apertura della sbarra che avrebbe dovuto consentire il passagio del corteo in piazza Partigiani, e che invece ha rallentato di quasi un’ora il fluire della parata.
Comunque, al di là di sterili polemiche, credo che la città di Perugia debba sentirsi orgogliosa di aver ospitato, nonostante il suo univoco andazzo piatto e meramente commerciale, una festosa parata di corpi menti sentimenti finalmente capaci di viverla, e viversi, con gioia consapevolezza e pieno senso di libertà.


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