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Bombe sulle industrie chimiche
...l'intervento Nato va ritenuto un crimine di guerra, chimica ed ecologica, per le sue conseguenze gravi, estese e durevoli, conseguenze prodotte intenzionalmente

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citta' ju
data 06/10/2003

nome del file ngv_ju_ita_19990101_bombe_industrie_chimiche.avi
durata 00:43:30 (hh:mm:ss)
cd 32
grandezza 251.97 Mb
lingua it
mime type avi divx (video/avi)

Bombe sulle industrie chimiche

Danni ambientali della guerra in serbia

un film di Sascha Adamek

Dopo aver realizzato durante i bombardamenti NATO in Jugoslavia alcuni servizi televisivi dai titoli eloquenti (Guerra chimica: la guerra della NATO e Armi Sataniche) per la rubrica ecologica Ozon dell'emittente tedesca ORB, Adamek offre con questo documentario un'ampia documentazione e riflessione sull'impatto ambientale di tale strategia bellica. Il suo film segue le tracce della commissione dell'ONU che in luglio ha visitato le principali città serbe dove si sono registrati danni ambientali per misurarne l'entità: Novi Sad, Opovo e soprattutto Pancevo, dove maggiore è stata la contaminazione in seguito ad attacchi mirati ai suoi impianti chimici svoltisi a più riprese dal 4 aprile sino all'8 giugno, quando la tregua era già in vista, e dove la contaminazione raggiunta ha spinto i medici a sconsigliare la gravidanza per almeno due anni alle donne presenti in città in quei giorni. Emerge dai sopralluoghi e dalle testimonianze dei responsabili della missione ONU, di rappresentanti del WWF e di altri ricercatori come non solo non si sia trattato di errori, né di interrompere il processo produttivo, ma di distruggere gli impianti e causare determinati danni ecologici. K. Krusewitz, docente di pianificazione ambientale dell'Università di Berlino, rileva come si sia trattato di una nuova fase della guerra ecologica, paragonandola a quella più estesa condotta in Vietnam. Altri sottolineano come si sia violato la convenzione di Ginevra del 1977 che vieta "l'uso di armi e strategie belliche mirate determinare gravi, diffusi e duraturi danni all'ambiente naturale". Viene anche mostrato a più riprese come una vera e propria strage sia stata evitata solo grazie all'intervento di alcuni tecnici che hanno riversato nel Danubio le sostanze più pericolose poco prima che le cisterne dove queste erano collocate venissero colpite, producendo reazioni chimiche, come la liberazione di fosfogene, un gas usato dall'esercito durante la prima guerra mondiale, che avrebbero sterminato la popolazione.




Bombe Nato sulla Jugoslavia.
Una guerra, una guerra ecologica.
di Paolo Bartolomei (ricercatore ENEA - Bologna) e Alberto Tarozzi (Prof. Sociologia - Univ. Bologna)

E' da poco uscito il rapporto dell'Onu sulle conseguenze ambientali dei bombardamenti Nato sulla Jugoslavia. Un rapporto ambivalente. Da un lato l'Onu reclama dalla Nato, senza risposta, informazioni sui luoghi bombardati, per verificare la presenza cancerogena dell'uranio impoverito. Inoltre segnala i punti caldi, città' in cui si ritiene necessario un intervento immediato, per scongiurare sciagure ecologiche. D'altro lato, le conclusioni Onu negano l'esistenza di una catastrofe e enfatizzano la presenza di guasti ambientali antecedenti alla guerra. Qui si inserisce il contributo del prof. Krusewitz, del Politecnico di Berlino e fondatore dell'Istituto per la ricerca sull'ambiente e sulla pace di Kunzell, di prossima pubblicazione sull'annuario Kasselerfriedenratschlag, oltre che collaboratore del bellissimo documentario Bomben auf den Chemieindustrien presentato al Cinemaambiente di Torino. La lettura di Krusewitz è orientata a smantellare l'approccio discolpatorio dell'Onu nei confronti della Nato. Esiste cioè un diritto internazionale di guerra, la convenzione di Ginevra, aggiornato in seguito ai crimini perpetrati dagli Usa in Vietnam coi defolianti. Sulla base di tale diritto, secondo Krusewitz, l'intervento Nato va ritenuto un crimine di guerra, chimica ed ecologica, per le sue conseguenze gravi, estese e durevoli, conseguenze prodotte intenzionalmente. Il che cancella la possibile scappatoia dei 'danni collaterali'. Un'accusa grave come un macigno che 'spiega' i tentativi dei governi delle Allied force, come l'Italia, di negare, per evitare il rischio di un'incriminazione come criminali di guerra, l'esistenza stessa di una guerra, ridotta a 'intervento umanitario' o a 'operazione di polizia'.

http://www.peacelink.it/tematiche/yugoslavia/krusewitz.html


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